LE AVANGUARDIE STORICHE E LA GRANDE GUERRA

Categoria: Pittura Pubblicato: Lunedì, 08 Febbraio 2016 Scritto da Super User Stampa Email

Sotto il segno di avanguardia rientrano gran parte delle ricerche artistiche, letterarie, musicali, teatrali e cinematografiche del nostro secolo. In generale si definiscono come “avanguardie storiche” quelle comprese fra il 1900 e la seconda guerra mondiale.


In termini generali per avanguardie si intende il fenomeno tipico dell’età contemporanea, del formarsi di gruppi più o meno ristretti di artisti e di movimenti che pongono come fondamento della loro azione la polemica radicale contro la tradizione e, al tempo stesso, contro la situazione contemporanea delle varie arti, in nome di un rinnovamento radicale di strutture, di linguaggi, di tecniche, coinvolgendo nella loro azione eversiva la stessa società intesa come espressione di conformismo e anche come “figura” dell’ingiustizia sociale e politica.
Gli artisti delle avanguardie credevano che la guerra fosse un mezzo per ripulire il mondo e quindi costruire una nuova società fondata sulla giustizia sociale e politica.
Per questo motivo i giovani artisti si arruolavano volontariamente per andare in guerra. In contraddizione alle loro precedenti idee, si accorsero che la guerra era solo violenza e dolore. Traumatizzati dalla loro esperienza, vollero esprimere tutto il loro disappunto nelle proprie opere.

 

L. E. Kirchner “autoritratto con divisa” 1915.

Esponente principale de Die Bruke, movimento dell’espressionismo tedesco nato nel 1905 a Dresda.
L’artista si riconosce in un soldato con il braccio mutilato, per mostrare la crudeltà della guerra. Si ritrae con gli occhi vuoti perché aveva visto le atrocità della guerra.
Sullo sfondo si vede un corpo nudo che indica l’innocenza e la giovinezza prima della guerra.
Dal punto di vista stilistico l’autore affronta l’opera con i colori acidi e linee spezzate, caratteristiche dell’espressionismo tedesco.

U.Boccioni “Cavalleria d’assalto” 1914.

Movimento futurista.
Opera eseguita per manifestare la volontà dell’artista e del movimento per l’intervento in guerra dell’Italia. Nell’opera è presente un movimento che coinvolge tutta la composizione contemplando anche lo spazio che circonda i soggetti.
Nell’opera l’artista inserisce anche pezzi di giornale che enfatizzano la loro volontà di andare in guerra.

Otto Dix “Trittico sulla guerra” 1920.

Esponente del Realismo espressionista tornato dalla guerra attraverso la tela vuole denunciare le atrocità viste. Lo fa attraverso un crudo realismo per informare la gente di cosa effettivamente è la guerra e la vita di trincea.
In generale molti artisti parteciparono alla guerra, la maggior parte dei quali morirono. Fra quelli che tornarono alcuni non si ripresero più mentalmente e si suicidarono come ad esempio Kirchner, altri si liberarono del trauma vissuto attraverso l’arte come nel caso di Dix. Boccioni subito dopo la partenza per la guerra capì che essa non era il mezzo di liberazione, ma solo di violenza. Morì nel 1916 cadendo dalla bicicletta, sua amica nella vita militare.

Analisi della pittura novencentesca legata alla grande guerra in Italia ed Europa
fatta dalla classe IIH sotto la supervisione del Prof Spadaro Fabio

 

Visite: 948