WOODROW WILSON

Categoria: Personaggi Pubblicato: Giovedì, 27 Ottobre 2016 Scritto da Giovanni Ploner Stampa Email

La Vita

Thomas Woodrow Wilson nacque a Stauton (Virginia) il 28 dicembre 1856 da Joseph Wilson, pastore protestante e docente nella città di Columbia, e da Janet Woodrow, entrambi di origini scozzesi-irlandesi e schierati con i sudisti durante la guerra di secessione americana (1861-1865). Fin da bambino mostrò evidenti segni di dislessia, e in tutta la sua vita impegnò gran parte delle sue energie per combattere questa malattia, tanto che riuscì ad apprendere da solo la stenografia. Si laureò alla Princeton University nel 1879, dopodiché si iscrisse a giurisprudenza presso la University of Virginia dove rimase per un anno. Nel 1883 Wilson incontrò Elen Axson e, dopo un travagliato corteggiamento, riuscì a fidanzarsi con lei e a sposarla nel 1885. Dopo aver terminato e pubblicato nel 1886 la sua discettazione Il Governo Congressionale, ottenne il titolo di dottore in scienze politiche dalla John Hopkins University e da lì ebbe inizio la sua carriera accademica al Bryn Mawr College e alla Wesleyan University, per poi diventare nel 1890 docente di giurisprudenza ed economia politica nella Princeton University, della quale verrà eletto rettore nel 1902. In questi anni si dedicherà molto alla scrittura di trattati politici, in particolare a sostegno di una forma di democrazia che avesse un presidente capace di imporsi sugli altri organi politici e amministrarli efficacemente. In seguito alla sua nomina a presidente American Political Science Association nel 1910, Wilson cominciò la propria carriera politica venendo prima eletto governatore del New Jersey (1910) e poi eletto come 28° presidente degli Stati Uniti per due mandati consecutivi (1913-1917 e 1917-1921). Divenuto presidente, Wilson spinse il Congresso a realizzare un imponente programma di riforme economico-finanziarie e una serie di provvedimenti a tutela dei lavoratori. Nel suo secondo mandato si impegnò nel tenere gli USA al di fuori del conflitto e più volte si offrì come mediatore. Ma in ciò fallì a tal punto che, a causa dell’inasprimento dei rapporti tra USA e Germania per l’attacco al transatlantico statunitense Lusitania nel 1915 da parte degli U-Boot tedeschi, nell’aprile del 1917 gli USA dichiararono guerra agli Imperi Centrali e intervenirono nel conflitto a favore dell’Intesa. Il casus belli potrebbe essere stata la scoperta della Nota Zimmermann, un messaggio criptato in cui la Germania chiedeva al Messico di intervenire nel conflitto ai danni dell’Intesa e dei vicini Stati Uniti. A guerra conclusa Wilson partecipò al Congresso di Versailles e ai Trattati di Pace di Parigi, in cui pronunciò il celebre discorso dei Quattordici Punti, in cui poneva le basi per la nascita della Società delle Nazioni (anticipatrice dell’attuale ONU), perché difendesse la democrazia garantisse il diritto all’autodeterminazione di ogni popolo, da lui tanto difeso nei suoi scritti politici. Per questo motivo nel 1919 gli venne consegnato il Premio Nobel per la pace. A causa dell’opposizione del Congresso statunitense, gli USA non faranno mai parte della Società delle Nazioni, creata proprio col contributo di Wilson. Tornato nel 1919 negli Stati Uniti Wilson fu colpito da due attacchi di ictus, o secondo alcuni si ammalò di influenza Spagnola, e si ammalò gravemente, a tal punto da dover delegare allla seconda moglie e agli altri membri del governo gran parte delle sue questioni da presidente. Terminato il mandato nel 1921, Wilson si spense a Washington nel 1924 e fu seppellito nella Washington National Cathedral, dove sulla lapide si legge il seguente epitaffio: Dio gli dette una grande visione. / Il diavolo un cuore imperioso. / L’orgoglioso cuore si è fermato. / La visione gli sopravvive.

 

Controversie

La figura di Wilson presenta una gran serie di qualità e doti diplomatiche ma nella sua vita rimangono ancora diverse controversie su tale personaggio:

 

- Sebbene Wilson si dichiarasse un convinto pacifista e avesse usato come slogan per la sua seconda candidatura “Ci ha tenuti fuori dalla guerra. Vota Wilson”, fu proprio lui a decidere di far entrare in guerra gli USA contro gli Imperi Centrali;

 

- Wilson era un profondo sostenitore del diritto di autodeterminazione di ogni popolo, secondo il quale ogni etnia dovesse avere il proprio Stato-Nazione, e anche per questo motivo fu uno dei principali artefici della “Vittoria Mutilata” italiana e si oppose al precedente Patto di Londra; ma nonostante ciò fu una sua volontà la creazione del Regno dei Serbi, dei Croati e degli Sloveni, con più di tre etnie diverse presenti nel suo territorio. Tale principio però venne male interpretato nei decenni successivi da parte di diversi stati che ne approfittarono per attuare massicce pulizie etniche.

 

- Gli anni della presidenza di Wilson videro un drastico peggioramento della questione razziale negli Stati Uniti (già in parte risolta dal presidente Lincoln), a tal punto che venne rifondato il Ku Klux Klan, che ricominciò a compiere continue stragi. Si pensa, inoltre, che lo stesso Wilson fosse razzista o simpatizzante per il razzismo, tanto che il celebre lungometraggio La Nascita di una Nazione, che tratta la guerra di secessione americana a chiaro sostegno dei sudisti, è in parte ispirata a opere di Wilson e presenta la seguente citazione del presidente in persona: “L’uomo bianco era sollecitato da un mero istinto di conservazione… finché alla fine non ha avuto la sua origine il Ku Klux Klan, un autentico impero del Sud, al fine di tutelare gli Stati del Sud”.

I Quattordici Punti

1- Pubblici trattati di pace, stabiliti pubblicamente e dopo i quali non vi siano più intese internazionali particolari di alcun genere, ma solo una diplomazia che proceda sempre francamente e in piena pubblicità.

2- Assoluta libertà di navigazione per mare, fuori delle acque territoriali, così in pace come in guerra, eccetto i casi nei quali i mari saranno chiusi in tutto o in parte da un'azione internazionale, diretta ad imporre il rispetto delle convenzioni internazionali.

3- Soppressione, per quanto è possibile, di tutte le barriere economiche ed eguaglianza di trattamento in materia commerciale per tutte le nazioni che consentano alla pace, e si associno per mantenerla.

4- Scambio di efficaci garanzie che gli armamenti dei singoli stati saranno ridotti al minimo compatibile con la sicurezza interna.

5- Regolamento liberamente dibattuto con spirito largo e assolutamente imparziale di tutte le rivendicazioni coloniali, fondato sulla stretta osservanza del principio che nel risolvere il problema della sovranità gli interessi delle popolazioni in causa abbiano lo stesso peso delle ragionevoli richieste dei governi, i cui titoli debbono essere stabiliti.

6- Evacuazione di tutti i territori russi e regolamento di tutte le questioni che riguardano la Russia senza ostacoli e senza imbarazzo per la determinazione indipendente del suo sviluppo politico e sociale e assicurarle amicizia, qualsiasi forma di governo essa abbia scelto. Il trattamento accordato alla Russia dalle nazioni sorelle nel corso dei prossimi mesi sarà anche la pietra di paragone della buona volontà, della comprensione dei bisogni della Russia, astrazion fatta dai propri interessi, la prova della loro simpatia intelligente e generosa.

7- Il Belgio – e tutto il mondo sarà di una sola opinione su questo punto – dovrà essere evacuato e restaurato, senza alcun tentativo per limitarne l'indipendenza di cui gode al pari delle altre nazioni libere.

8- Il territorio della Francia dovrà essere completamente liberato e le parti invase restaurate. Il torto fatto alla Francia dalla Prussia nel 1871, a proposito dell'Alsazia–Lorena, torto che ha compromesso la pace del mondo per quasi 50 anni, deve essere riparato affinché la pace possa essere assicurata di nuovo nell'interesse di tutti.

9- Una rettifica delle frontiere italiane dovrà essere fatta secondo le linee di demarcazione chiaramente riconoscibili tra le nazionalità.

10- Ai popoli dell'Austria–Ungheria, alla quale noi desideriamo di assicurare un posto tra le nazioni, deve essere accordata la più ampia possibilità per il loro sviluppo autonomo.

11- La Romania, la Serbia e il Montenegro dovranno essere evacuati, i territori occupati dovranno essere restaurati; alla Serbia sarà accordato un libero e sicuro accesso al mare, e le relazioni specifiche di alcuni stati balcanici dovranno essere stabilite da un amichevole scambio di vedute, tenendo conto delle somiglianze e delle differenze di nazionalità che la storia ha creato, e dovranno essere fissate garanzie internazionali dell'indipendenza politica ed economica e dell'integrità territoriale di alcuni stati balcanici.

12- Alle regioni turche dell'attuale impero ottomano dovrà essere assicurata una sovranità non contestata, ma alle altre nazionalità, che ora sono sotto il giogo turco, si dovranno garantire un'assoluta sicurezza d'esistenza e la piena possibilità di uno sviluppo autonomo e senza ostacoli. I Dardanelli dovranno rimanere aperti al libero passaggio delle navi mercantili di tutte le nazioni sotto la protezione di garanzie internazionali.

13- Dovrà essere creato uno stato indipendente polacco, che si estenderà sui territori abitati da popolazioni indiscutibilmente polacche; gli dovrà essere assicurato un libero e indipendente accesso al mare, e la sua indipendenza politica ed economica, la sua integrità dovranno essere garantite da convenzioni internazionali.

14- Dovrà essere creata un'associazione delle nazioni, in virtù di convenzioni formali, allo scopo di promuovere a tutti gli stati, grandi e piccoli indistintamente, mutue garanzie d'indipendenza e di integrità territoriale.

 

 

 

Giovanni Ploner - 3A

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